Guida pratica al Secondo Pilastro di Basilea 2


I 10 rischi del processo ICAAP di valutazione dell'adeguatezza del capitale interno

Curatori: Paolo Pogliaghi, Walter Vandali

Editore
Bancaria Editrice
Anno
2008
Pagine
434
ISBN
978-88-449-0365-7
Disponibilità
Disponibile
Prezzo di copertina€ 38,00
Prezzo Internet Sconto 5% € 36,10
IVA assolta dall'editore

Il cosiddetto Secondo Pilastro della regolamentazione nota come Basilea 2 è dedicato al processo di controllo prudenziale che anche il sistema bancario italiano è chiamato a mettere in atto dopo il recepimento, attraverso le Nuove disposizioni di vigilanza della Banca d'Italia del dicembre 2006 e successivi aggiornamenti, dell'Accordo e delle direttive comunitarie in materia di adeguatezza patrimoniale degli intermediari finanziari. Secondo la nuova normativa le banche dovranno individuare e valutare una serie di rischi legati alla propria operatività e ai mercati di riferimento ed effettuare un'autovalutazione della propria capacità patrimoniale a fronte di tali rischi (Internal Capital Adequacy Assessment Process, ICAAP); l'Autorità di vigilanza dovrà poi supervisionare l'ICAAP ispirandosi a principi di sana e prudente gestione, costante e uguale per tutti i soggetti vigilati (Supervisory Review and Evaluation Process, SREP).

Il volume analizza le modalità di applicazione della nuova disciplina che le banche stanno già ponendo in essere, pur tra le difficoltà tipiche delle fasi iniziali, per adeguare la propria gestione patrimoniale alle norme di Basilea 2, in particolare attraverso l'implementazione al proprio interno di funzioni specifiche dedicate al presidio e al controllo della conformità (compliance).

Soffermando l'attenzione specificamente sul processo ICAAP (ma con efficaci focus anche sullo SREP e sull'attività della Funzione compliance), il volume, grazie a un'efficace combinazione di contributi a firma di studiosi e operatori, offre una approfondita e ricca disamina delle diverse questioni metodologiche e delle implicazioni operative poste dalla nuova regolamentazione, con interessanti riferimenti alla pratica operativa in via di sperimentazione in alcune banche italiane ed estere.

Ne emerge una riflessione a più voci su una innovazione normativa dagli effetti certamente gestionali e concreti ma soprattutto 'culturali', nell'ottica di un ripensamento complessivo delle regole di vigilanza e delle modalità di conduzione della vigilanza stessa per favorire un rapporto dialettico e un approccio rispettoso della individualità e della specificità della banca vigilata.

Prefazione di Rossella Locatelli
Introduzione di Paolo Pogliaghi, Walter Vandali
PARTE PRIMA ' Integrazione dei rischi, valutazione del Capitale Interno e adeguatezza patrimoniale
Intervento di
1. Governance e governo dei rischi negli intermediari finanziari
1.1 La governance nel quadro evolutivo della vigilanza prudenziale
1.2 Il governo dei rischi negli intermediari finanziari
2. Capitale economico e integrazione dei rischi
Contributo di Luca Erzegovesi
2.1 Concetto di capitale economico (o capitale interno)
2.1.1 Definizione di capitale economico
2.1.2 Il capitale disponibile di una banca: definizioni alternative
2.2 Approcci di misurazione del capitale economico
2.2.1 I modelli di portafoglio
2.2.2 I modelli degli Earnings at Risk (EAR)
2.2.3 Confronto tra modelli di portafoglio e modelli EAR
2.3 Mapping dei rischi e processo di aggregazione a livello di banca
2.3.1 La matrice di mapping per business unit e tipo di rischio
2.3.2 Tipologie di CAR a livello elementare e aggregato
2.3.3 Problemi relativi all'aggregazione delle misure di rischio
2.4 Capitale economico, capitale minimo regolamentare e capitale disponibile
3. Il processo ICAAP di auto-valutazione dell'adeguatezza patrimoniale delle banche
Contributo di Walter Vandali
3.1 Premessa 3.2 Qualche indicazione di contesto
3.2.1 Basilea 2, principi e vigilanza di Secondo Pilastro
3.2.2 Il processo di controllo prudenziale in Italia
3.3 Principali elementi del processo ICAAP
3.3.1 Principi e struttura dell'ICAAP
3.3.2 Valutazione del capitale interno da parte delle banche e dei gruppi
3.3.3 Rendicontazione informativa all'Organo di vigilanza (Resoconto ICAAP)
3.4 Conclusioni
4. Principio di proporzionalità nel processo di controllo prudenziale
4.1 La proporzionalità come uno dei principi guida della nuova regolamentazione prudenziale
4.2 La declinazione del principio di proporzionalità nel processo di controllo prudenziale: un confronto europeo
4.2.1 Considerazioni generali
4.2.2 Germania
4.2.3 Olanda
4.2.4 Francia
4.2.5 Gli altri paesi
4.3 La declinazione del principio di proporzionalità nella disciplina emanata dalla Banca d'Italia
4.3.1 I principi generali dell'ICAAP
4.3.2 La proporzionalità nell'ICAAP
4.4 Conclusioni: le implicazioni della proporzionalità per le banche e per la Vigilanza
PARTE SECONDA ' Modelli gestionali sui rischi di Primo Pilastro
Intervento di
5. Capitale interno e valutazione dei rischi di mercato
Contributo di Maurizio Vallino
5.1 Premessa
5.2 Modello di controllo
5.3 Reporting
5.4 Aspetti organizzativi
5.5 Analisi del reddito
5.6 Analisi del rischio e del requisito di capitale
5.7 Ruolo del risk management nel processo di pianificazione strategica
5.8 Conclusioni
6. Un sistema di classificazione dei rischi creditizi per le banche
Contributo di Roberto Di Salvo
6.1 Il rischio di credito tra approccio Standardizzato e Secondo Pilastro
6.2 L'introduzione di sistemi di misurazione e controllo del rischio di credito nelle banche di piccole dimensioni
6.3 La sfida per le BCC-CR nel futuro contesto di Basilea 2
6.4 Le condizioni per sviluppare una metodologia e uno strumento comuni per la classificazione dei rischi di credito delle BCC-CR
6.5 Il Sistema di CRC
6.5.1 La logica del modello di analisi
6.5.2 La macro-struttura del Sistema CRC
6.5.3 L'integrazione dello strumento all'interno del processo di gestione del credito
6.6 Conclusioni
7. Capitale interno e valutazione dei rischi di credito
Contributo di Walter Vecchiato
7.1 Introduzione 7.2 Sviluppo del sistema gestionale sul rischio creditizio
7.3 Misurazione e gestione dei rischi di credito
7.4 Metodologia di calcolo per le componenti di rischio di credito
7.4.1 Base dati di riferimento
7.4.2 Stima degli score
7.4.3 Segmentazione del rischio
7.4.4 Stima delle diverse componenti di rischio
7.4.5 Modalità di calcolo della Probabilità di Default
7.4.5 Modalità di calcolo della LGD (Loss Given Default)
7.4.6 Modalità di calcolo della Esposizione al momento del default (EAD)
7.4.7 Modalità di calcolo della Perdita Attesa
7.4.8 Policy per la gestione del rischio di credito
7.5 Capitale interno e processo di controllo prudenziale rispetto al rischio di credito
8. Misurazione del rischio creditizio in un gruppo bancario: aspetti metodologici, operativi e strategici
Contributo di Gerardo Rescigno
8.2 Il modello di portafoglio creditizio
8.2.1 I dati anagrafici e di esposizione della clientela
8.2.2 La segmentazione della clientela
8.2.3 Il calcolo delle correlazioni di default
8.2.4 L'utilizzo degli altri input per il funzionamento del modello di portafoglio creditizio
8.3 L'utilizzo delle misure di rischio derivanti dal modello di portafoglio
8.3.1 Analisi dei rischi del Portafoglio in bonis per Entità Legali (e Segmento di Clientela)
8.3.2 Analisi della dinamica dei rischi del Portafoglio in bonis
8.3.3 Analisi dei rischi del Portafoglio in bonis per gruppi industriali
8.3.4 Analisi dei rischi del Portafoglio in bonis (quality distribution)
Appendice 1. Metodologia semplificata del calcolo di derivazione della correlazione tra asset
Appendice 2. Stima della downturn LGD
9. Il sistema di gestione dei rischi operativi
9.1 Premessa
9.2 Un modello di gestione dei rischi operativi
9.3 Ambiente interno e organizzazione
9.4 Analisi qualitativa e quantitativa
9.5 Il supporto della tecnologia
9.6 Vantaggi immediati e passi successivi
9.7 Conclusioni
10. Valutazione dei rischi operativi
10.1 Premessa
10.2 La gestione dei rischi operativi ai sensi delle Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale
10.3 Sistema di misurazione dei rischi operativi: finalità e presupposti
10.4 Macrofasi dell'attività di Operational Risk Management
10.5 Loss Distribution Approach: principali statistiche descrittive di sintesi e stima della frequency delle perdite
10.6 La stima della severity delle perdite
10.7 La stima della perdita aggregata e del capitale a rischio
10.8 Conclusioni
PARTE TERZA ' I rischi misurabili di Secondo Pilastro
Intervento di
11. Approcci di portafoglio per il controllo del rischio di concentrazione
Contributo di Marco Corbellini
11.1 Attualità del rischio di concentrazione
11.2 Due modelli per la misura del rischio di concentrazione
11.2.1 Il modello Granularity Adjustment di vigilanza
11.2.2 Il modello CreditVaR gestionale
11.3 Alcuni risultati delle applicazioni empiriche
11.4 Implicazioni organizzative e conclusioni
12. Il rischio di concentrazione del portafoglio crediti
Contributo di Aldo Letizia
12.1 Determinanti del rischio di concentrazione
12.2 L'impatto sul capitale economico
12.2.1 Concentrazione individuale
12.2.2 Concentrazione settoriale
12.3 Gli approcci alla misurazione
12.4 Applicazione dell'algoritmo semplificato
12.5 Bilanciamento dei settori e prove di stress
12.6 Verso la gestione attiva del rischio di concentrazione
13. Implicazioni del rischio di credito nell'Internal Capital Assessment Process (ICAAP)
Contributo di Corrado Meglio, Eugenio Alaio
13.1 Impatto dell'ICAAP sulla gestione aziendale
13.2 Identificazione dei rischi e implicazioni gestionali
13.3 ICAAP e rischio di credito
PARTE QUARTA ' Altri rischi di Secondo Pilastro
Intervento di
14. I due rischi di liquidità, i due rischi strategici e il patrimonio
Contributo di Paolo Berlanda
14.1Premessa
14.2 Orientamenti normativi: maggiore interazione tra rischi e patrimonio
14.3 La posizione della FSAbritannica
14.4 Liquidità: approccio comportamentale e sovracosto di funding
14.5 Rischio strategico: minori utili commerciali, errato posizionamento
15. Modello di governo e valutazione del Rischio Compliance
15.1Introduzione
15.2 Rischio Compliance
15.3 Perimetro di intervento nella gestione del Rischio Compliance
15.4 Principali processi
15.5 Compliance e creazione del valore
15.6 Relazioni con le altre unità di controllo e governo dei rischi
15.7 Compliance e Funzione di Controllo MiFID
15.8Conclusioni
PARTE QUINTA ' Problematiche organizzative e di coordinamento nell'ICAAP
Intervento di
16. Organizzazione e avvio del processo ICAAP
Intervento di Walter Vandali
16.1Premessa
16.2 Processo e modello di funzionamento dell'ICAAP
16.3 Sistema di governo dei rischi e interconnessioni tra unità di controllo
16.4 Predisposizione, impianto e avvio dell'ICAAP
16.5Conclusioni
17. Esperienza di una banca internazionale nell'implementazione dell'ICAAP
17.1 Introduzione
17.2 Quadro regolamentare
17.3 Importanza dell'assetto organizzativo
17.4 Processo di estensione dell'ICAAP
17.5 Conclusioni
18. Adeguamento del Sistema dei Controlli Interni ai fini dell'ICAAP
Contributo di Valerio Pesic
18.1 Premessa
18.2 Il Sistema dei Controlli Interni nel modello manageriale
18.3 Nuovi requisiti di adeguatezza del Sistema dei Controlli Interni
18.4 Linee guida per l'adeguamento del modello di governo del rischio
18.5 La gestione integrata dei rischi
18.6 Effetti sulla gestione complessiva
18.7 Conclusioni
19. Basilea 2 e MiFID: il ruolo della Funzione compliance
19.1 Premessa
19.2 Nuove normative per nuovi intermediari
19.3 Regolamentazione per principi
19.4 Il ruolo della Funzione Compliance
PARTE SESTA ' Attività di revisione interna nella nuova regolamentazione prudenziale
Intervento di
20. Revisione del sistema di gestione dei rischi della banca
Contributo di Massimiliano Forte
20.1 Scopo e finalità della Revisione del Sistema di Gestione dei Rischi
20.2 L'analisi del macro-processo di Gestione dei Rischi
20.3 La valutazione della Risk Management Maturity
20.4 Le fasi del Processo di Revisione
Appendice. Un esempio di Standard Audit Program per la Revisione del Sistema di Gestione dei Rischi
21. Processo di revisione dell'ICAAP
21.1 Premessa
21.2 Perimetro dei rischi
21.3 Processo di revisione dell'ICAAP
21.4 Pianificazione delle verifiche orientate al rischio
21.5 Principali elementi di revisione dell'ICAAP
21.6 Relazione (reporting) e follow up
21.7 Certificazione dell'ICAAP
21.8 Conclusioni
22. Valutazione del Sistema dei Controlli Interni
Contributo di Marzio Roma
22.1 Premessa
22.2 Analisi del Sistema dei Controlli Interni
22.3 Determinazione del Maturity Level
22.4 Conclusioni
PARTE SETTIMA ' Revisione prudenziale dell'ICAAP da parte della Vigilanza
Intervento di
23. Il processo di revisione e valutazione prudenziale dell'ICAAP da parte di Banca d'Italia
23.1 Inquadramento dello SREP nella normativa internazionale
23.1.1 Premessa
23.1.2 Le disposizioni e le linee guida internazionali
23.2 Lo SREP negli altri paesi
23.3 L'attuazione in Italia della normativa comunitaria sullo SREP
23.4 Il riesame dell'ICAAP nella prospettiva di Banca d'Italia
23.4.1 Principi generali
23.4.2 Metodologie e strumenti operativi per il riesame dell'ICAAP
23.4.3 Le misure correttive in caso di valutazione insoddisfacente dell'ICAAP
23.4.4 La proporzionalità nel riesame dell'ICAAP
23.5 Conclusioni



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